Investimenti immobiliari: quando la ripresa?

Per rispondere a questo quesito bisognerebbe prima fare delle considerazioni, che mettono, allo stesso tempo la problematica contenuta nella stessa domanda in secondo piano. Infatti il problema che sottintende la mancata ripresa del mercato immobiliare, è rappresentato dal fatto, che la bolla speculativa non è scoppiata, calmierando i prezzi. In sostanza, nonostante il mercato sia fermo, i proprietari delle case non abbassano i prezzi, nella maggior parte dei casi perché il prezzo pagato qualche anno fa è molto più alto del prezzo a cui venderebbero.

Per cui per non incassare una perdita netta mantengono i prezzi elevati, ed attendono fiduziosi che si faccia avanti qualche compratore. In un mercato del genere non ha senso parlare di possibilità di fare dei buoni investimenti immobiliari, dal momento che acquistando ai prezzi correnti, se si è fortunati si paga un prezzo di poco superiore al valore dell’immobile, anche se nella maggior parte dei casi il gap sarà molto consistente. Ciò implica che dovranno passare decenni prima di poter usufruire della rivalutazione dell’immobile stesso. Inoltre ci si va ad impantanare in un mercato poco liquido, dove l’eccessiva offerta mantiene le case sul mercato anche oltre l’anno.

E a questa situazione poco rosea va aggiunta una tassazione veramente poco favorevole, che è tra le peggiori a livello mondiale. Sia che si acquisti una casa per affittarla o per usarla per un’attività, i tempi di recupero dell’ingente capitale sborsato sono molto lunghi, e non è nemmeno detto che si riesca a rientrarvi. Ma questa è la situazione dell’Italia in cui è ancora impossibile dire quando si riprenderà il mercato, mentre in economie meno mature, come quelle europee, la ripresa è già iniziata da diverso tempo.

I mutui di ultima generazione

I mutui seguono le mode e le tendenze, che non sempre sono dettate dalle esigenze del mercato, quanto dalle tendenze tirate fuori dalle banche. Questo è uno dei motivi che sposta grandi volumi di richiedenti dalla scelta del tasso fisso, a quella del tasso variabile, e poi a quella del tasso misto. Se così non fosse diverrebbe difficile spiegare il perché il mutuo 100 per cento, di cui si avrebbe bisogno in un momento in cui è ancora più difficile risparmiare, è completamente sparito dalle offerte delle banche. Qualche banca si spinge al massimo ad un 95% ma solo se ricorrono delle condizioni particolari.

I mutui di ultima gen erazione, tuttavia, sono stati strutturati per andare bene in tutte le stagioni, e vengono definiti mutui ristrutturati o con opzione. Si tratta di quei mutui che hanno incorporata la possibilità di ‘rinegoziare’ alcune caratteristiche quali il tipo di tasso, ed in alcuni casi, anche la durata. Tuttavia bisogna fare molta attenzione alle condizioni, perché alcune banche offrono questa possibilità gratuitamente, mentre altre lo fanno ma dietro il pagamento del prezzo di ciascuna opzione.

Uno dei grandi limiti dei mutui online preventivi e confronti, sta nel fatto che difficilmente i siti di valutazione delle offerte che circolano nel mercato, tengono presenti questa tipologia di mutui, la cui invenzione è tutto sommato abbastanza recente. E si tratta di un limite che non può essere trascurato con leggerezza, perché sono la forma che meglio si avvicina alla possibilità di controllare lo stato del mutuo, costantemente, in modo da sfruttare le migliori occasioni offerte dal mercato.

Il prestito con delega per i protestati

Il prestito con delega ha lo stesso funzionamento e richiede gli stessi requisiti soggettivi della cessione del quinto dello stipendio. Per questa ragioni può essere tranquillamente richiesto anche da persone che sono state iscritte nel bollettino dei protestati. Tuttavia rimane come limite il fatto che possono accedervi solo i lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato, e pensionati.

Tuttavia questa tipologia di prestito, che rientra anche tra i prestiti a protestati, presenta anche un’altra limitazione, dal momento che la cessione del quinto non è sottoposta a valutazione nel merito, ma  se sono rispettati i requisiti soggettivi dei richiedenti, e se è rispettato il rapporto rata reddito, il finanziamento viene erogato. Nel caso della cessione del doppio quinto o prestito con delega, invece pur sussistendo questi requisiti la banca può negare l’erogazione.

Il prestito con delega prevede, in particolare, la possibilità di aumentare l’importo del finanziamento passando dal rapporto rata reddito di un quinto a quello di due quinti, di fatto quindi raddoppiandone la somma. Il presupposto, per poter essere richiesta, è che sia già stata approvata la concessione della cessione del quinto. In ogni caso la modalità di richiesta è semplice, poiché avviene presentando un modulo al datore di lavoro, da compilare con il cedolino della pensione o la busta paga. Anche in questo caso è obbligatoria l’assicurazione che paga il finanziamento nel caso di decesso o perdita del posto di lavoro del richiedente, e la durata può arrivare fino a 120 rate.

Forex: quali le migliori strategie?

Come per ogni ambito sia che si tratti di investimento, che di qualsiasi altra scelta, non esiste una strategia migliore in senso assoluto. E l’ostinarsi a cercarla non fa altro che far perdere delle energie preziose, per cui prima si comprende questo aspetto, e prima si trova il modo di indirizzare la ricerca in modo più proficuo. Il secondo passo consiste nell’individuazione del proprio stile di trading forex che si intende adottare, e la scelta va fatta tenendo conto delle proprie preferenze, ma anche delle proprie attitudini.

Quello che è evidente, è che nel forex bisogna maturare un po di esperienza, ed in tal senso può essere utile sfruttare le possibili forme di tutoraggio. Quindi prima di scegliere una strategia, e vedere se è adatta l proprio stile, bisogna apprenderla e aumentare la propria esperienza. E’ meglio all’inizio dotarsi, in modo progressivo di almeno un paio di strategie di base, per poi passare ad arricchirle con una o al massimo due trategie avanzate.

Una rosa di tre o 4 strategie ben articolate, sono più che sufficienti, per poterle applicare in funzione dei cambiamenti di trend ed opportunità di mercato. Continuare a cercare ed apprendere delle nuove strategie, quando si ha una buona padronanza di altre strategie, che rispondono anche in modo soddisfacente, rappresenta comunque una dispersione di energie che non ha alcun senso, e che non porta quasi mai a dei frutti buoni. L’importante è comunque quello di approfondire la propria conoscenza prima di decidere di scartare una strategia, magari, senza perdere soldi, sfruttando le versioni demo, che quasi tutte le piattaforme, messe a disposizione di principali broker del forex, mettono a disposizione.

Traghetti per la Sardegna 2012: la Saremar cerca altre tre navi

La Saremar dopo un lungo silenzio, non solo ha reso noto che riprenderà le corse a partire dal 16 gennaio 2012, e che a breve riaprirà le prenotazioni, oltre che per la stagione invernale anche per quella estiva, ma ha anche confermato le stesse tariffe del 2011, confermandosi la compagnia di traghetti low cost per eccellenza.

Un’altra buona notizia arriva per coloro che devono acquistare il biglietto per la stagione estiva 2012, che ha intenzione di potenziare il numero di navi e di rotte. In sostanza sulla nuova rotta Civitavecchia Olbia verrebbero confermate la Scintu e la Dimonios, mentre sulle altre rotte la Saremar sta cercando altre tre navi, da 1500 posti ognuna. tra i porti di destinazione ci potrebbe essere anche Cagliari. Inoltre al vaglio anche la ricerca di due navi per il trasporto merci.

Le decisioni della Saremar 2012 ancora non hanno sollevato delle repliche da parte degli armatori privati, che intanto per la stagione dei traghetti per la Sardegna 2012 non hanno eliminato le offerte e gli sconti come era avvenuto a ridosso della scorsa stagione. Bisogna a questo punto vedere se ci saranno delle modifiche, per abbassare ancora un po le tariffe o se verranno introdotte in extremis le tariffe come un euro per i traghetti della Sardegna, applicati soprattutto sulle moto e sulle auto, che l’anno scorso vennero aggiunte  come salvagente, di fronte alla discesa a picco delle prenotazioni a causa dei prezzi esorbitanti.

Prestiti veloci senza busta paga: suggerimenti

Il primo consiglio, se si ha l’idea o l’intenzione di dover richiedere dei prestiti veloci senza busta paga, è quello di fare, periodicamente dei check up sulla situazione finanziaria personale, dal punto di vista della Crif. Farlo è semplice, e se ci si attiva di persona, è gratuito o al massimo prevede un costo che è al di sotto di 10 euro (la richiesta può essere avanzata anche attraverso la propria banca, oppure accedendo direttamente al sito della Crif).

Ovviamente un controllo della situazione finanziaria ha senso per coloro che hanno una storia ‘finanziaria’ ovvero hanno una carta di credito, o hanno o hanno avuto un finanziamento. Coloro che hanno avuto un comportamento irreprensibile vengono iscritti in apposite liste, che sono considerate molto positivamente dalle banche. Viceversa in caso di ritardi, anche non imputabili a proprie mancanze ma per problemi tecnici nei pagamenti, si ha l’iscrizione della black list dei cattivi pagatori. Va inoltre aggiunto che chi non ha una storia ‘finanziaria’ dovrebbe crearsela partendo magari con la richiesta della carta di credito (utilizzarla o meno non ha un gran peso).

Coloro che si ritrovano iscritti nell’elenco dei cattivi pagatori, possono ottenere la cancellazione se sono decorsi i termini previsti dalla legge, ed anche se questa dovrebbe avvenire in modo automatico non è sempre così, per cui è bene accertarsi e poi avanzare la richiesta. Se invece non sono ancora decorsi i termini bisogna accedere ai prestiti a cattivi pagatori, ma dato che le opzioni sono molto più ristrette, se possibile è meglio posticipare i tempi, far decorrere i termini per la cancellazione, richiederla, e quando questa è avvenuta richiedere un normale finanziamento o prestito personale. Se ciò non fosse possibile, ma si è in possesso dei requisiti soggettivi, allora si può fare richiesta della cessione del quinto dello stipendio.

Piccoli e mini prestiti: la novità al servizio delle rapidità

A chi non è mai capitata un’emergenza, che bisognava risolvere rapidamente mettendo mano al portafogli? I prestiti personali veloci sono nati con questa finalità, ovvero quella di riuscire a reperire delle somme, non molto elevate, da utilizzare per far fronte a delle emergenze. Normalmente si tratta di prestiti di piccole somme, per le quali il rimborso difficilmente supera i 36, massimo 48 mesi di tempo.

Esistono diverse formule: quelli con busta paga, quelli senza garanzie particolari, quelli assistiti da garanti, ecc… Ma esistono anche soluzioni particolari come ad esempio i prestiti d’onore. Tuttavia ciò che li accomuna sono i tempi: la banca o la finanziaria prende la propria decisione in un arco temporale piuttosto breve, che non va oltre le 48 ore.

Le ultime novità delle banche sono rappresentate dai piccoli prestiti, o mini prestiti, ispirati almeno in parte al piccolo prestito dell’inpdap. Si tratta di finanziamenti di durata breve (36 48 mesi), per i quali è prevista la possibilità di ripristinare le riserve attraverso i rimborsi, per poi riaccedervi, pagando gli interessi solo sulle somme erogate. Ad esempio se si ottiene un mini prestito di 4 mila euro, e ne vengono utilizzati 2 mila. Dopo 6 mesi viene restituita circa la metà, per cui si avranno nuovamente 3 mila euro che potranno essere impiegati. Nel frattempo, fino a quando non verranno utilizzati, gli interessi si pagheranno solo sui mille che sono da rimborsare (come prima ciò avveniva sui 2 mila impiegati).

Impianto fotovoltaico chiavi in mano o fai da te?

La scelta del tipo di impianto fotovoltaico più adatto alle proprie esigenze non può essere fatto a priori, ma va fatta solo dopo aver studiato attentamente le caratteristiche del luogo in cui verrà installato l’impianto stesso: le misure della superficie a disposizione, l’inclinazione del tetto e se vi sono degli ombreggiamenti (alberi, comignoli, antenne o parabole, balconi, palazzi vicini, ecc…), l’esposizione del tetto (nord, sud est ovest), il tipo di clima, le temperature, le probabilità con cui si verifichino precipitazioni nevose, e le escursioni termiche.

Ovviamente bisogna poi considerare il fabbisogno energetico che si ha effettivamente. Una volta effettuate queste considerazioni bisogna passare a valutare le varie tipologie di pannelli fotovoltaici, che meglio rispondono a tutte queste caratteristiche. Ma va anche considerato che l’acquisto di un impianto fotovoltaico in kit, per risparmiare con il fai da te, non permette di sfruttare tutte le potenzialità, poiché l’organizzazione dell’impianto è già stata effettuata. Si può solo tentare di avvicinarvisi.

Inoltre per quanto si sia stati capaci nel tirare fuori dei calcoli precisi, e valutazioni esatte, gli installatori professionisti sono dotati di software che aiutano a rendere le valutazioni anche più precisi, facendo simulazioni sulla rotazione del sole, sulla durata delle giornate, e mettendo anche i parametri relativi alle condizioni di tempo estreme. Non è tra l’altro sempre detto che la scelta di un impianto chiavi in mano, sia, considerate anche le spese di manutenzione, che bisogna includere in un secondo momento, più caro di uno fai da te. La spesa maggiore infatti inevitabilmente si concentra sul tipo di pannello fotovoltaico scelto, che rappresenta il 50-60% del costo complessivo.